Smoothie Lover

30 agosto 2010

#3 Dorayaki- I dolcetti Giapponesi più buoni del mondo!

Filed under: Dolci senza forno, Ricette Dolci — Tag:, , , , , , — momoilgomitolo @ 22:08

Ciao ^_^,

oggi sono proprio felice di scrivere questo post, in quanto posso dire di aver trovato il dolce preferito del mio fidanzato: per me è una fissa esprimere l’affetto coi dolci…eh.

Ho provato a riproporre, a livello casalingo, il dolcetto ai fagioli rossi che il mio moroso prendeva sempre al ristorante giapponese: i dorayaki appunto. Credevo fossero difficilissimi da replicare, visto che si tratta di pancake alla piastra, però avendo trovato per puro caso a Parigi il prezioso ripieno a base di fagioli Azuki, non ho potuto esimermi dalla sfida. Personalmente, ho trovato i fagioli sciroppati interi in scatola, ma è possibile trovare anche l’Anko, la marmellata di Azuki vera e prorpria, i ogni caso il sapore è identico: deliziosissima. A  metà strada tra i frutti rossi e la crema di marroni^_^

Bene, allora, ecco come ho fatto:

Innanzi tutto ho cercato la ricetta del pancake giapponese, e l’ho trovata su Corriereasia.com. Devo dire che l’ho trovata piutosto facile: riescono praticamente al primo colpo, e pensare che non sono mai riuscita a fare nemmeno una crepe normale.

Servono sul tavolo: Una ciotola media, una frusta (io ho usato una forchetta), una tazzina da caffè , un mestolo, una pentola piatta antiaderente, una spatola e un arnese per spalmare.

Ingredienti:

2 uova a temperatura ambiente

50 gr zucchero

100 gr farina

1/2 bustina di lievito per dolci

1 tazzina da caffè  riempita a metà di acqua

1 cucchiaio di miele

I fagioli rossi giapponesi. Ovvio. Ma anche la Nutella…eh. Piemonte docet….

Sbattere le uova a temperatura ambiente con lo zucchero, finchè non si è sciolto del tutto. Poi aggiungere in almeno due volte la farina (sarebbe meglio setacciarla) e mescolare benissimo affinchè non si formino grumi.

Aggiungere il miele, rimescolare bene e poi il lievito sciolto nell’acqua, occhio che schiuma da morire…aggiungete il lievito in un lampo e mescolare ultra-benissimo. A questo punto si lascia riposare l’impasto per una ventina di minuti. Mentre aspettiamo prepariamo la pentola sul gas, si vedranno formare le bollicine (causate dal lievito) nella pastella. Passato il tempo richiesto, accendiamo il gas e scaldiamo per bene la pentola, che dovrà essere antiaderente, e poniamo al centro un mestolino di mistura. Si rapprenderà come una frittatina. Comincerà a gonfiarsi  e mostrerà dei buchini: è ora di girarlo con un spatola, operazione che dopo il primo tentativo verrà naturale. Sul secondo lato bastano un minuto e mezzo o anche meno, altrimenti brucia. Infatti queste focaccine van cotte più da un alto che dall’altro, le parti più scure resteranno “fuori”, quelle più chiare accoglieranno il ripieno.

Io non facevo in tempo a farcirne una che già finiva nella pancia del mio amore *_* che belloooo!!

Provateli. E sentitevi Doraemon per una volta, che ne vale la pena.

Baci,

Momo

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#2 Risotto Mantecato: godurioso connubio Piemonte-Lombardia

Filed under: Primi, Risotti — momoilgomitolo @ 19:36

I piemontesi sono espertissimi in fatto di cucina goduriosa: ci hanno viziato cone le leccornie più saporite, vitello tonnato, giardinere, brasati, bolliti, polente conce, stufati, pinzimoni, dolci al cucchiaio, insata russa, agnolotti…Se si nota, a memoria l’unico primo che mi viene in mente sono gli agnolotti…manca qualcosa…le zuppe!! Hanno queste zuppe di pane da morire.

Io sono lombarda, e, da brava lodigiana, sono un esperta di risotti mantecati, conditi e in minestra (con le verdura tipo minestrone), di minestre nel vero senso del termine, di cotolette milanesi, di casòle (ci vorrebbe la dieresi sulla “o”..ma non la trovo), e altri cibi che non incontrano proprio il favore di tutti. Ammettiamolo con dignità: si salvano giusto i primi. Allora perchè non creare un cross-over  interregionale per salvare il meglio del mio retaggio e coccolare il mio tesoro??

Ho quindi preparato un risotto mantecato, cremoso, ricco, di quelli che con una cucchiaiata saziano per una settimana. Certo, non è esattamente una ricetta adatta al caldo estivo, ma il moroso ha apprezzato a tal punto questa creazione che me la richiede di continuo…anche se ci sono 40°.

Servono: una posata di legno per mescolare- una pentola, non antiaderente ,capace dai bordi alti- un coltello affilato – un tagliere- una pentola per il brodo- un mestolo- il fornello.

Ingredienti per 4 porzioni normali:

450 gr riso arborio

1 cipolla bianca bella soda (grande è meglio)

30gr burro

da mezzo a 3/4 di bicchiere di vino bianco secco

una pentola di brodo vegetale (una pentola media e tanto dado vegetale fino ad ottenere il sapore desiderato, ma non troppo sapido)

250gr di toma piemontese

pepe bianco a piacere

Preparare la pentola per il brodo e metterla sul fuoco, intanto che si scalda pulire a sminuzzare grossolanamente la cipolla. Metttere nella pentola capace  sul gas e cominciare a sciogliere dolcemente il burro, aggiungere la cipolla e cuocere piano fichè non è trasparente e tenera, NON DEVE FRIGGERE O DIVENTARE MARRONE. A cipolla pronta fate sfrigolare alzando un po’ la fiamma e aggiungendo il riso a pioggia. Mescolare bene bene con la spatola di legno per far insaporire e impregnare bene il riso crudo di burro e cipolla, ma non fare attaccare al fondo. Non appena sentirete che il riso tende ad attaccare aggiungete il vino e sfumare. Sempre mescolare. Dopo che il vino sarà evaporato aggiungete tanto briodo da coprire  il riso, mescolate e lasciar cuocere. Aggiungere pian paino il brodo man mano che si  asciuga accorgendosi di lasciarlo sempre morbido, ma mai troppo brodoso. A qualche minuto dalla cottura preparate la toma a tocchetti piccoli e, aspettando un paio di minuti prima della cottura, aggiungere al riso. Dopo che aggiungerete il formaggio non sarà più possibile aggiungere brodo.

Mescolare bene bene e spegnere il fuoco. Spolverare abbondantemente (a gusto..) di pepe bianco. Rimescolare  e servire immediatamente!!

(giusto una foto prima che si iniziasse a grattare il fondo)

(cremoso *_*….., quello rosso è un pezzetto di carota del dado vegetale)

E’ ottimo, ma non si conserva un granchè se avvanza. Nemmeno in frigo T_T, meglio dare il fondo.

Baci,

Momo

#1 Torta di mele caramellate :P

Filed under: Ricette Dolci, Torte soffici — Tag:, , , , , , , — momoilgomitolo @ 11:45

Premessa: al mio fidanzato fanno schifo circa il 72% di tutti i cibi dolci in circolazione.  Purtroppo se dico “cioccolata” risponde: solo Kinder, gianduja e cioccolato al latte  di super qualità. A mio difetto, che la amo così tanto, il mio preferito cioccolato fondente è messo mestamente da parte,  frutta essicata che non siano noccioline &co è bannata, e tutto ciò che è super fruttasuccoso e colorato segue a ruota, il caramello no, i muffin no e i cupcake addio….Mi rimangono le solite mele, le succitate qualità di cioccolata (surrogato?) e un paio di altre cose di origini lontane.

Siccome mi ritrovo molto spesso a finire in solitudine le mie creazioni, ieri sera ho messo in pratica un piano (già rodato sulla mia famiglia hihihi) al solo fine di farmi ricoprire di elogi dal difficile fidanzatino. Nel caso fosse  uscito bene, ovvio. Lo è stato ^_^!!

Come già anicipavo, qua a Torino non ho a disposizione molti utensili….si tratta pur sempre di una cucina arredata da un uomo, per tanto se vi cimentate in questa prova culinaria, anche da una cambusa da scout, è garantito il risultato.

Ecco la ricetta ^_^ –> TORTA DI MELE CARAMELLATE

Serve sul tavolo: una ciotola capiente, un ciotolino piccolo, un cucchiaio, una forchetta (sarebbe meglio una frusta…), una teglia, un coltello affilato, una bilancia e un padella. Ah, ovviamente: il tavolo, un forno e un fornello.

Ingredienti:

Due mele grosse o tre normali (io preferisco le Fuji)

zucchero e cannella in polvere mescolati assieme fino a riempire 3/4 di un bicchiere

120 gr di farina 00

200 gr zucchero

100 gr burro

3 uova

120 gr latte (ma io ne ho messo meno, circa 70 gr)

1 bustina di lievito per dolci

uvetta facoltativa ( il mio fidanzato la odia…che strano, è stata omessa)

Si procede così: sbucciare con grazia le mele, utilizzando il coltello affilato (pay attention alle dita, e aggiungo la buccia di mela al massimo è spessa due millimetri..quindi non scarnificatele..se non vi riesce … usare il pelapatate. Oppure portare le mele a 5 😀

Qua non ce l’ho il pelapatate =_=. Successivamente fatele a spicchi e poi a tocchetti grossi, diciamo che un spicchio pari a un sesto della circonferenza della mela va diviso per 3 tocchi al massimo nella sua lunghezza. Io volevo fare l’ingegnere.

Adesso mettiamo i tocchettini di mela nella padella assieme alla mistura zucchero cannella e accendiamo il fuoco. Mescoliamo mentre si colorano con la cannella….sembrano patate al forno.

Ora mentre le mele si caramellano (tenere d’occhio….) accendere il forno a 180° in modalità sopra e sotto. Io ho il forno dell’Ikea…

Preparare l’impasto: sbattere con la forchetta (o la frusta, sarebbe più comodo) il burro a temperatura ambiente ( se l’avete da frigo 30 sec in microonde a defrost lo sistema per bene, non liquido però, eh!)  con lo zucchero e la buccia di limone per un po’ finche non si ottiene una bella cremina invitante che assomiglia al mascarpone. Poi aggiungere un uovo, sbattere bene finche non è incorporato a meraviglia e di nuovo per le altre due uova. Questa stancante attività rassoda le braccia e fa volare il burro ovunque. A questo punto ha un profumo di gelato da morire…sembra una cremina da dessert…RICORDATEVI CHE è BURRO CONDITO. Adesso le mele saranno a posto, spegnamo il fuoco. Devono profumare di caramello e mela, ed essere morbidine, ma non spiaccicate. Ora si setaccia la farina nell’impasto di prima, mescolando piano piano…altrimenti nevica per un ora. Si aggiungono il lievito il latte e si mescola benissimo, anche se caglia*continuando a mescolare riotterremo la bella cremina.

* quando un impasto “caglia” assume la consistenza Jocca. Orribile a vedersi, ma non tutto è perduto!

Adesso imburriamo una teglia e la infariniamo, poi si versa l’impasto e sopra le mele col loro sughino caramelloso. Si inforna per mezz’ora /40 minuti al massimo, controllate la cottura: se è cotta tenderà a staccarsi da bordo.

Assaggiare per credere, finirà subito….

Baci

Momo

24 agosto 2010

Benvenuti Su Smoothie Lover ^_^

Filed under: Senza categoria — momoilgomitolo @ 21:49

Smoothie Lover è il blog di cucina d’assalto del Gomitolo lodigiano, Momo, purtroppo ha come titolo originale Strawberry Smoothie e come tema un frigo con smoothie alla banana..con tanto di ricetta in calce. Vabbè…uno smoothie sia di banana che di fragola è sembre ben accetto. Innanzi tutto presentiamo la “mia” cucina: è quella del mio fidanzato..ma la maggior parte delle preparazioni avvengono qua per causa di forza maggiore, la sopravvivenza di entrambi.

Quando opero dalla Casa Madre, ho a disposizione ogni sorta di diavoleria culinaria, e una cucina da 20 mt quadrati…Li, diciamo che mi do alla produzione di roba impegnativa….sempre che mamma non scassi le palle come sua, invalicabile, abitudine.

Da Torino, nella cucina piccola-piccola, e degna delle opere survivor di Bear Grylls, mi “esercito” elaborando manicaretti (ehm..magari) con il solo aiuto di un piano gas 4 fuochi, un forno normale max 250 Gradi C, un microonde normale, posate, 4 ciotole e 5 pentole. C’è anche un frullatore per Smoothie (sluuuurp!!) bio e molto nirvana..degni del mio amore. Non ha il tappo, perchè, essendo comprato da un uomo, non è stato scelto per il suo potenziale assortimento di accessori, ma per le prestazioni del piccolo motore rotatorio….=_= Ma è quà che esprimo la mia massima vena artistica *_*, io amo questo laboratorio….

Comunque mi arrangio, e in nome di tutti coloro che si sono rotti della pasta madre, del the matha ovunque (anche nella tazza del wc), che io possiedo al solo scopo di colorare di verde i biscotti di San Patrizio, della fava tonka, dei mega robottoni da cucina da millemila euro, dei sali multicolor e  altre cagate Food blogger wannabe: questo è una zona franca di cucina normale. Scusate eh, ma non ne potevo più…Dai..chi tiene in frigo, o chissà dove, un barattolo di schifo appiccicoso in fermento alias lievito naturale? Andiamo. E fatemelo dire: Ferran Adrià è un chimico licenziato da qualche casa farmaceutica che si è riciclato con la cucina..cucina poi…schiumine che paiono le bave delle lumanche. Bleee.

Non mancheranno consigli su vari esperimenti condotti da me medesima su vari prodotti venduti nelle mesticherie, sia hardware che ingredienti!

A presto con qualche piatto Gomitoloso, tra Lodi e Torino. ;D

Momo

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